Protesta dei tir, primi scaffali vuoti in Valdichiana: i prodotti a rischio. L’allarme di Fiesa-Confesercenti

Pomodori, zucchine, peperoni, melanzane, uva da tavola e agrumi. È il reparto dei freschissimi a risentire maggiormente delle conseguenze della protesta dei camionisti contro il caro carburante. Nel mirino anche altri prodotti deperibili, come latte, pesce e carne. Ma qualche scaffale semivuoto si nota anche tra i legumi e persino nel reparto dei surgelati.

La protesta dei tir, partita dal Sud, non si ferma e i suoi effetti iniziano a farsi sentire anche nel Centro Italia. Il mercato romano è già stato interessato dalle ripercussioni del blocco e ora anche le altre regioni centrali potrebbero risentirne.

La situazione in Valdichiana

Siamo andati a fare un giro tra i supermercati della Valdichiana e, qua e là, un occhio attento può già notare alcuni prodotti in esaurimento sugli scaffali.

Proteste dei tir, primi scaffali vuoti in Valdichiana
Proteste dei tir, primi scaffali vuoti in Valdichiana

I prodotti a rischio

In alcuni punti vendita Conad, per esempio, diverse cassette di frutta e verdura sono vuote. L’uva senza semi, in vendita a 1,99 euro a vaschetta, è praticamente esaurita, mentre il pomodoro ciliegino a 6,18 euro al chilo, risulta assente. Le zucchine scure, a 2,38 euro al chilo, sono invece disponibili in quantità limitate. Zone di provenienza? Puglia, Sicilia, Campania.

A confermare le difficoltà sono anche i dipendenti dei punti vendita: il blocco dei camion nel Sud Italia starebbe impedendo a diversi prodotti ortofrutticoli, normalmente presenti in abbondanza nei supermercati, di raggiungere regolarmente gli scaffali.

Proteste dei tir, primi scaffali vuoti in Valdichiana

Il ricorso alle importazioni da altri Paesi

La situazione, tuttavia, non desta ancora particolare allarme. Anche al Gala si registra una disponibilità ridotta di alcuni prodotti, soprattutto nei reparti ortofrutticolo e lattiero-caseario. Per compensare i vuoti d’offerta cresce il ricorso alle importazioni da altri Paesi come Spagna e Albania. Una soluzione che consente di integrare la disponibilità di prodotto sul mercato italiano, ma che potrebbe comportare costi aggiuntivi legati alla logistica e al trasporto della merce.

Proteste dei tir, primi scaffali vuoti in Valdichiana

La tensione sui prezzi all’ingrosso

Un altro aspetto da monitorare è la pressione sui prezzi all’ingrosso, legata alla minore disponibilità dei prodotti e al possibile aumento dei costi di produzione e trasporto dovuto al caro carburante. Rincari che la grande distribuzione sta cercando di contenere, ma che potrebbero trasferirsi, almeno in parte, sui prezzi al dettaglio e quindi sulle tasche dei consumatori.

In Valdichiana, dunque, la situazione appare ancora sotto controllo rispetto a quanto segnalato nel Sud Italia e in alcune aree del Lazio. I flussi logistici e distribuzione continuano a funzionare, ma i primi segnali di difficoltà sono visibili. E se le proteste dovessero prolungarsi, il rischio è che le carenze si accentuino, con ulteriori ripercussioni sulla disponibilità dei prodotti nei supermercati di tutta Italia.

La nota di Fiesa-Confesercenti Toscana

“Stiamo riscontrando i primi problemi agli approvvigionamenti di ortofrutta in Toscana”. Così in una nota la Fiesa-Confesercenti Toscana, a seguito delle varie segnalazioni raccolte dagli operatori del settore ortofrutticolo.

Si stanno registrando alcune difficoltà per i “pesanti rallentamenti per gli arrivi dal Sud Italia, in particolare da Sicilia, Calabria, Puglia e Basilicata.

Secondo Fiesa, tra i prodotti maggiormente interessati figurano uva, agrumi, pomodori, melanzane e peperoni, e si registrano criticità anche nei collegamenti con il mercato ortofrutticolo di Fondi, uno dei principali poli nazionali di distribuzione.

Come confermato da vari produttori della zona, invece, starebbero arrivando regolarmente i prodotti dal Nord Italia e anche “dalle aree produttive della nostra regione – dichiara Raffaele Viggiani, presidente di Fiesa Confesercenti Toscana – in particolare dalla Valdichiana e dalla Versilia. Questo sta consentendo di mantenere un minimo di approvvigionamento ma non è sufficiente a compensare completamente le mancate consegne”. La situazione, secondo Fiesa, rischia di peggiorare rapidamente, soprattutto per i prodotti freschi e deperibili.

Fiesa Confesercenti Toscana chiede quindi al Governo un intervento tempestivo, attraverso il confronto con le rappresentanze dell’autotrasporto e l’individuazione di misure efficaci per fronteggiare il caro carburanti, assicurando nel contempo la continuità dei collegamenti indispensabili all’approvvigionamento alimentare.

“Occorre arrivare rapidamente a una soluzione condivisa – conclude Viggiani –. In questa fase la priorità è garantire la circolazione delle merci, soprattutto di quelle deperibili, e impedire che una crisi dei trasporti si trasformi in un’emergenza per il commercio alimentare. Continueremo a monitorare la situazione attraverso le imprese associate e gli operatori dei mercati, perché è fondamentale intervenire prima che le difficoltà di oggi diventino una carenza generalizzata di prodotti nei prossimi giorni”, conclude.