Arezzo, aggressione sul bus: donna prende a pugni in testa un bambino di tre anni e mezzo

Nella mattinata di oggi, intorno alle ore 9:00, si è verificato uno spiacevole episodio a bordo dell’autobus della linea C diretta verso Baldaccio. L’accaduto ha coinvolto una madre e il suo figlio di tre anni e mezzo autistico e non verbale.

All’altezza della fermata Signorelli, i due hanno preso il bus per recarsi al nido di via Caprara. Mentre la madre cercava di posizionare il passeggino nello spazio disponibile del mezzo, una donna presente a bordo si è scagliata contro il bambino, colpendolo con dei pugni alla testa. Quanto accaduto ha scosso i passeggeri che con le urla hanno fatto fermare il bus e, grazie all’intervento di un giovane a bordo, la madre è riuscita a scendere in sicurezza con il bambino.

Invece di chiamare immediatamente le forze dell’ordine, la priorità della madre è stata quella di verificare le condizioni di salute del figlio. Si è quindi recata direttamente al Pronto Soccorso, dove i medici hanno accertato che il figlio sta bene. Successivamente, la signora si è rivolta alla Polizia per sporgere denuncia e la donna responsabile dell’aggressione è stata rintracciata.

Secondo quanto riferito dall’autista della linea C, non si tratterebbe del primo episodio che vede coinvolta la stessa donna: in passato avrebbe già spinto un’anziana rompendole gli occhiali. Altre persone della stessa nazionalità della madre del bambino le hanno riferito che lo scorso anno la stessa donna avrebbe aggredito un altro bambino di tre anni.  L’azienda dei trasporti ha messo a disposizione le registrazioni delle telecamere di bordo per chiarire la dinamica dell’accaduto.

“Non ho risposto con la violenza  perché sono contro questa e non porto rancore verso la signora, da come ho capito sicuramente soffre di problemi mentali e ha bisogno di aiuto», spiega la madre. «Tuttavia se questa donna necessita assistenza, credo sia giusto che qualcuno si occupi concretamente anche di lei, qualcuno in grado di gestirla. Questa situazione deve essere risolta in modo definitivo: per la tutela del mio bambino, della comunità e per la sicurezza della donna stessa».

La madre infine ha aggiunto: «Ho deciso di raccontare pubblicamente quanto successo perché la sicurezza sui mezzi pubblici è fondamentale e situazioni del genere non devono essere sottovalutate.»