Arezzo, tir e trattori in protesta: blocco al casello per una settimana

Da lunedì alle 8:00 fino alla mezzanotte di sabato, camionisti e agricoltori manifesteranno davanti all’ingresso dell’autostrada A1 della Valdichiana per protestare contro il rincaro della vita e del carburante.

La causa principale del blocco è il prezzo del gasolio che è arrivato a costi insostenibili che si sommano ai rincari per i servizi di manutenzione e di gestione dei mezzi. Si aggiunge a questo la svalutazione dei prodotti agricoli. I manifestanti chiedono interventi concreti che permettano alle aziende del settore di sostenersi autonomamente.


Così spiega il portavoce Andrea Faralli: “Rispetto all’anno scorso il costo del carburante è raddoppiato, passando da una media di 0,60 euro a 1,30 euro al litro. È un rincaro del doppio che incide molto sui nostri bilanci, dato che le macchine agricole hanno consumi molto elevati. L’aumento del gasolio agricolo è stato la goccia che ha fatto traboccare il vaso: sono ormai tre anni che protestiamo perché ciò che produciamo viene sottopagato. Ad esempio se oggi i costi di produzione sono pari a 100, il ricavato è appena 102.

Chiediamo che il nostro prodotto venga pagato il giusto. Non è ammissibile lavorare sottopagati ed essere poi dipendenti da sussidi o contributi europei. Ricordo i miei nonni e zii che quando lavoravano la terra potevano, di anno in anno, mettersi da parte i soldi per acquistare un nuovo trattore; oggi non c’è più alcun margine di guadagno e per comprare un mezzo si è costretti a dipendere dai contributi statali. Inoltre i prezzi dei mezzi stessi sono raddoppiati.

La richiesta è semplice: vogliamo che venga valorizzato qualsiasi prodotto realizzato dalle aziende agricole in Italia. Il prodotto deve essere pagato quanto basta in modo che l’agricoltore abbia un reddito dignitoso per un lavoro di 12 mesi.

L’alleanza con gli autotrasportatori è importante perché siamo parte della stessa filiera: loro trasportano le nostre materie prime e se non riescono più a sostenere le spese del gasolio, è normale che si fermino. L’anno scorso avevamo già provato a coinvolgerli, ma non avevano aderito. Quest’anno la situazione è diversa: anche loro sono arrivati al limite e hanno deciso di manifestare al nostro fianco.”