Servizi sociali, ultima ruota del carro: la scusa delle risorse che mancano non regge

Un mese fa avevamo acceso i riflettori sulla situazione dei Servizi Sociali comunali: a seguito delle dimissioni di un’assistente sociale, il servizio si è ritrovato con una sola professionista a dover far fronte a un carico di lavoro particolarmente gravoso.

La risposta del Sindaco, tuttavia, non ci tranquillizza affatto. Ci è stato spiegato che, al posto dell’assistente sociale, è stato inserito per sei mesi un LSU, con funzioni di supporto amministrativo all’ufficio. Secondo l’Amministrazione, dunque, il problema sarebbe sostanzialmente risolto.

Ma non è così.

Un assistente sociale e un lavoratore impiegato nel supporto amministrativo sono figure con competenze, funzioni e responsabilità completamente differenti.

È come se in un ospedale mancasse un cardiologo e si pensasse di risolvere il problema sostituendolo per sei mesi con un OSS. L’Operatore Socio-Sanitario è una figura preziosa e indispensabile, ma svolge un altro mestiere, con competenze, funzioni e responsabilità diverse.

Allo stesso modo, un supporto amministrativo può essere certamente utile agli uffici, ma non può sostituire un’assistente sociale, né svolgerne le funzioni professionali e le responsabilità, compresi i rapporti con il Tribunale.

Confondere questi ruoli significa non aver compreso la natura del problema.

LA QUESTIONE DELLE RISORSE

C’è poi un altro punto che riteniamo necessario chiarire.

Quando il Sindaco afferma che l’assunzione di una nuova assistente sociale sarà valutata “compatibilmente con le risorse disponibili”, è inevitabile chiedersi quali siano concretamente le risorse destinate a questo servizio e come vengano programmate.

Se la figura dell’assistente sociale è prevista nella dotazione organica e nella programmazione del personale dell’Ente, l’Amministrazione deve spiegare con chiarezza quale sia oggi la situazione finanziaria e organizzativa e quali siano gli ostacoli che impediscono di procedere alla copertura del posto.

Non basta dire genericamente che “mancano le risorse”. I cittadini hanno diritto a sapere quali risorse siano state stanziate, quali siano effettivamente disponibili e quali priorità l’Amministrazione abbia deciso di individuare.

Per noi questa non è una semplice questione contabile o burocratica. È una questione politica e amministrativa, perché riguarda direttamente la capacità del Comune di garantire servizi essenziali alle persone più fragili.

IL SOCIALE DEVE ESSERE UNA PRIORITÀ

Anziani, minori, famiglie in difficoltà e persone con disabilità non possono essere considerati una voce residuale dell’attività amministrativa.

Per questo chiediamo all’Amministrazione comunale di procedere con la massima tempestività alla copertura del posto di assistente sociale, chiarendo nel contempo pubblicamente quali siano le risorse disponibili, quali siano gli eventuali vincoli e quali tempi concreti siano previsti.

Il supporto amministrativo può essere certamente utile, ma non può diventare il pretesto per rinviare la soluzione del problema.

Rinascimento Castiglionese continuerà a vigilare sulla situazione dei Servizi Sociali e a chiedere risposte precise e trasparenti.

Perché quando si parla di persone fragili, famiglie in difficoltà e diritti da tutelare, il sociale non può essere l’ultima ruota del carro.