Castiglion Fiorentino, riapre la palestra del Rivaio

Dopo alcuni anni di chiusura, nel 2019 era stata dichiarata inagibile, oggi la palestra del Rivaio ritorna fruibile restituendola alla comunità castiglionese in particolare ai ragazzi dell’Istituto d’Istruzione Superiore “Giovanni da Castiglione”.

 

“Oggi è veramente una gioia, per me e per tutta la scuola, riaprire la palestra; questo luogo è da sempre, infatti, utilizzato dai ragazzi ma anche delle associazioni del territorio. Manca ancora qualcosina da fare, come l’installazione delle apparecchiature sportive, ma siamo contenti di aver realizzato tutto questo” ha dichiarato il Preside dell’Istituto, Sauro Tavarnesi.

 

I lavori ammontano a circa 600 mila euro e il cantiere è stato aperto per 10 mesi.

 

L’inaugurazione della Palestra del Rivaio è stata anche l’occasione per ricordare Padre Arturo Buresti, l’indimenticabile parroco di Santa Maria della Misericordia promotore di tante iniziative umanitarie e fondatore dell’associazione “Solidarietà in Buone Mani” oltre che essere stato presidente per venti anni del Gruppo Storico e Sbandieratori di Castiglion Fiorentino.

 

“Non l’ho conosciuto personalmente, sono parroco dal 2015” – spiega Padre Emanuele Di Mare, parroco del Santuario della Madonna del Rivaio – “ma so del grande impegno che Padre Arturo ha sempre dimostrato nei confronti della comunità ed in particolare dei giovani. Padre Arturo ha inciso profondamente su questo paese per cui credo che la riconoscenza che gli viene espressa quest’oggi sia opportuna pertanto condividiamo la scelta di dedicare la palestra a Padre Arturo che per altro è stato il primo parroco del Rivaio nel 1964” ha affermato Padre Emanuele di Mare, parroco del Santuario della Madonna del Rivaio.

 

Padre Arturo si è formato al seminario del Santuario della Madonna delle Grazie ed è qui che inizia a mettere le fondamenta della sua pastorale…avvicinare e aiutare i giovani a crescere.

 

Lo fa a Castiglion Fiorentino, quindi, e lo fa anche all’estero; in particolare dagli anni ’60 ha promosso una grande opera missionaria destinata a sostenere i suoi confratelli maristi impegnati nei paesi più poveri che successivamente si è allargata ad altre realtà missionarie dell’Africa e dell’America Latina.

 

Nel 1975 diventa parroco della Chiesa della Misericordia legando per sempre la sua attività di sacerdozio a questa piccola ma attiva comunità coinvolgendola nelle sue tante “avventure” umanitarie e non solo.  La parrocchia della Misericordia, negli anni, è, infatti, diventata “famosa” anche per il suo presepe che inglobava tutto l’altare, come cuore pulsante della comunità.