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Il museo del Medagliere Napoleonico resta a Castiglion Fiorentino fino al 2026

Rinnovata per altri 5 anni, fino, quindi, al 31 dicembre 2026, la convenzione tra l’Associazione Culturale Collezionisti Storici Aretini e il Comune di Castiglion Fiorentino per la gestione permanente del Medagliere dell’Europa Napoleonica. “L’idea è quella di ulteriormente ampliare l’offerta e organizzare, con cadenza annuale, mostre tematiche basate sulla selezione di pezzi di particolare rilevanza storico artistica, provenienti dal Museo Medagliere, da abbinarsi con altri cimeli napoleonici provenienti da altre collezioni private ed istituzioni museali napoleoniche” spiega Alain Borghini, presidente dell’associazione. Nel 2020 il Ministero per i Beni culturali ed il turismo, per il tramite dell’apposito ufficio regionale, dichiarò che il Medagliere dell’Europa Napoleonica bene culturale di interesse nazionale. Le motivazioni che indussero il Ministero ad attribuire alla collezione del Museo Medagliere dell’Europa Napoleonica questo riconoscimento sono da ricercarsi sia nella rilevanza numerica della collezione, che ne fanno una delle più importanti d’Italia, sia nel valore storico dei pezzi alcuni dei quali di grande rarità che offrono ai visitatori uno spaccato della società europea nel periodo napoleonico essendo presenti medaglie che celebrano non solo eventi strettamente legati a Napoleone ma di tutta l’Europa. Nel 2017 l’inaugurazione del Museo dei Medagliere che anno dopo anno ha riscosso successo di pubblico e l’attenzione di collezionisti e non solo. Con il riconoscimento ministeriali, infatti, pur restando dei beni di natura privata, i pezzi che compongono l’esposizione, di fatto vengono parificati al patrimonio culturale pubblico. “Invito tutti coloro che non l’avessero ancora fatto a visitare il museo del medagliere napoleonico ospitato nelle antiche carceri di Palazzo Pretorio. È una soddisfazione vedere un luogo denso di storia così ben curato. E questo grazie a quanto è stato fatto con il Medagliere. Solo pochi anni fa quei luoghi non avrebbero potuto assolvere nemmeno alle loro originarie funzioni” conclude l’assessore alla Cultura, Massimiliano Lachi.