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Bambino di tre anni “sequestra” i genitori. Nonno si addormenta e ritarda al vaccino. Colpisce il babbo col forcone. Venerdì di lavoro per i carabinieri

#PossiamoAiutarvi, l’hashtag utilizzato nelle pagine social dell’Arma dei Carabinieri racchiude in sé il senso profondo dell’attività che quotidianamente i Carabinieri esplicano in favore della popolazione: non solo repressione dei reati, ma anche e soprattutto la vicinanza alla popolazione attraverso la capillare presenza sul territorio dei numerosi servizi spessissimo chiamati a garantire sostegno e soccorso in occasione di incidenti, dissidi, piccole controversie ed inconvenienti di ogni genere. Un centinaio di pattuglie distribuite nell’arco delle 24 ore presidiano giornalmente le vallate della provincia aretina, garantendo una pronta risposta alle molteplici richieste che giungono ai numeri di pronto intervento anche in occasioni di eventi che a prima vista potrebbero apparire di poca importanza, ma che se non correttamente gestiti potrebbero portare a conseguenze ben più gravi. Come ogni giorno, anche ieri i Carabinieri hanno effettuato numerosi interventi di questo tipo ed in particolare: intorno alle 14 a Talla, dove un padre preoccupatissimo aveva segnalato telefonicamente al 112 di essere rimasto chiuso all’interno di una stanza del suo appartamento, un immobile in ristrutturazione al terzo piano di una palazzina condominiale, e che il figlio di circa tre anni e mezzo era rimasto da solo all’interno abitazione. Sul posto si portava immediatamente il Comandante della Stazione Carabinieri che attraverso la porta di ingresso all’appartamento riusciva ad avviare un dialogo con il bambino; dopo essersi guadagnato la sua fiducia, è riuscito ad indirizzarlo e a farsi aprire. Una volta all’interno, i Carabinieri hanno liberato i genitori che erano rimasti bloccati nella stanza per via di una porta con serratura magnetica. Chiarita la situazione, il bambino – fortunatamente per nulla spaventato – ha potuto riabbracciare i suoi genitori.
Altra situazione di potenziale pericolo a San Giustino Valdarno intorno alle 15: tramite centro unico di risposta, giunge alla centrale operativa della Compagnia Carabinieri di San Giovanni Valdarno una richiesta di intervento da parte della locale Misericordia che segnala l’impossibilità di mettersi in contatto con un anziano signore il quale doveva essere accompagnato presso il centro affari di Arezzo per l’inoculazione del vaccino anti-Covid. Dopo aver tentato di contattarlo più volte sia sull’utenza di casa che al cellulare senza ottenere risposta, per paura che l’uomo – data l’età – potesse essere stato colto da un improvviso malore all’interno dell’abitazione, veniva immediatamente inviata sul posto una pattuglia della Stazione Carabinieri di Castelfranco di Sopra. L’equipaggio, una volta raggiunto il luogo indicato, accertava che l’abitazione esternamente risultava con gli infissi e la porta d’ingresso regolarmente chiusi e, nonostante i ripetuti tentativi continuava a non ricevere alcuna risposta dall’uomo. Considerata la situazione, veniva così richiesto l’intervento di personale dei Vigili del Fuoco per poter accedere all’interno dell’appartamento e nel frattempo si procedeva anche ad allertare il 118 nel caso ci si fosse trovati di fronte ad un’emergenza sanitaria. Entrati in casa tramite l’effrazione di un cristallo di una delle finestre, i soccorritori verificavano che l’uomo era nella sua camera da letto, addormentato. Insolito risveglio per il 76enne che dopo un primo inziale stupore ha ringraziato i presenti per le premure scusandosi per l’equivoco e la situazione di preoccupazione che ne era scaturita.
Sempre ieri, nella tarda serata, in una tenuta agricola del comune di Castiglion Fibocchi si è verificata, invece, un’accesa discussione in famiglia tra padre e figlio. Nel corso della lite, quest’ultimo, dopo aver imbracciato un forcone, ha colpito il padre ferendolo all’addome e rendendo quindi necessario l’intervento degli operatori del 118, contattati prontamente dalla moglie del ferito, allarmata dalle forti grida provenienti dal capanno agricolo. L’uomo è stato immediatamente trasportato al Pronto Soccorso di Arezzo, dove i sanitari lo hanno curato ed in seguito dimesso con una prognosi di 25giorni. Parallelamente i militari della locale Stazione carabinieri avevano raggiunto il luogo dove si era verificato il litigio al fine di acquisire elementi utili al completo accertamento dei fatti: dopo aver sequestrato il forcone utilizzato per l’aggressione, per ricostruire accuratamente dinamica e movente i carabinieri hanno sentito alcuni testimoni e stanno svolgendo ulteriori approfondimenti per risalire alle cause del gesto violento. Il figlio è stato, intanto, denunciato in stato di libertà per lesioni aggravate.