Bambina resta sola alla fermata dello scuolabus, la madre portata in ospedale

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Pubblicato da SR 71 su Giovedì 22 novembre 2018

Momenti di apprensione a Foiano della Chiana quando l’autista dello scuolabus durante il giro per accompagnare i bambini a casa, alle 13.45 comunicava telefonicamente alla Polizia Municipale che ad una fermata di Foiano della Chiana, non si era presentato nessuno al ritiro di una bambina di 10 anni della scuola elementare.
Erano già trascorsi 30 minuti da quando l’autista aveva provato inutilmente a contattare telefonicamente la madre, una 30enne residente a Foiano, che vive sola con le due figlie. L’autista completato il giro con lo scuolabus, si fermava nuovamente al termine del percorso sul luogo prestabilito per la discesa della bambina in attesa che arrivasse un familiare. L’autista aveva cercato inoltre di contattare la donna presso l’abitazione chiedendo ad un condomino di suonare al campanello ma inutilmente.
Giunti sul posto, gli Agenti di Polizia Municipale, cercavano
nuovamente di rintracciare la donna suonando il campanello più volte e chiamando il numero cellulare della madre, fornito dall’autista
dello scuolabus, senza alcuna risposta. Gli agenti per far continuare il servizio di trasporto scolastico prendevano in affidamento la bambina e la accompagnavano presso il Comando, dove
vista l’ora, provvedevano al pranzo, affidandola poi ad un agente donna che la intratteneva facendole fare compiti e disegni.
Nel frattempo gli agenti si adoperavano alla ricerca della donna, contattavano gli ospedali della Fratta di Cortona, di Arezzo e di Nottola-Montepulciano, infine il 118 per verificare l’eventuale
presenza della sig.ra e dell’altra figlia, più piccola, che aveva riferito la bambina era stata male durante la notte, senza alcun esito. Collaboravano alle ricerche anche i carabinieri della locale
stazione.
La Polizia Municipale procedeva poi a cercare tra i conoscenti della madre, e la scuola, ma non individuavano persone in grado di riferire dove potesse essere, ed inutili erano i tentativi di
rintraccio anche da parte delle maestre della scuola.
Tramite consultazione delle banche dati risalivano poi alla targa del veicolo di proprietà della signora, riuscendo ad individuare il veicolo in sosta non lontano dall’abitazione, pertanto gli agenti, ritenendo che la donna avesse avuto un malore, decidevano di tornare nuovamente all’appartamento, suonando e cercando segni della presenza di qualcuno in casa, fin quando non si accendeva una luce all’interno, in quel momento bussando con forza alla finestra chiusa, gli agenti riuscivano a farsi aprire, richiedendo spiegazioni in merito alle circostanze che avevano impedito alla donna di prendere la figlia alla fermata dello scuolabus. La stessa, appariva confusa, in merito al motivo per cui non si era recata a prendere la figlia, ricordava di essersi addormentata, dopo aver preso dei farmaci, e di non aver sentito nè campanello nè telefono
perché messo in modalità silenziosa.
Prima di procedere alla riconsegna della bambina veniva richiesto l’ausilio di personale medico del 118 onde verificare lo stato psicofisico della sig.ra, che appariva non completamente lucida.
Effettuati gli accertamenti medici, e ripresa cognizione della situazione, si procedeva a riconsegnare alla madre la bambina, la quale dopo aver trascorso una giornata diversa in compagnia degli agenti del comando, ringraziava dell’accoglienza con un bel disegno.
Della vicenda sono stati interessati i servizi sociali e la Procura della Repubblica per la valutazione del reato di abbandono di minore.