Coltivare la terra per far crescere l’autonomia: il nuovo progetto di Coldiretti per 11 persone con disabilità

Prende ufficialmente il via un nuovo percorso di crescita collettiva, valorizzazione della coesione sociale nel territorio, presentato questa mattina in conferenza stampa presso gli orti sociali di via Bucciarelli Ducci ad Arezzo: il progetto “Agricoltura sociale e comunità”.

L’iniziativa con capofila la cooperativa Progetto 5, la Fondazione PIN – Polo di Prato dell’Università di Firenze e il Comune di Arezzo, unisce la cura della terra e la produzione agricola locale allo sviluppo di competenze relazionali, educative e di cittadinanza attiva, confermando l’impegno del territorio verso modelli di welfare generativo e partecipato.

Il cuore pulsante del progetto prevede l’attivazione di percorsi strutturati di agricoltura sociale rivolti a 11 persone con disabilità, individuate in stretta collaborazione con i servizi sociosanitari territoriali, le attività offrono esperienze educative, relazionali e di protagonismo attivo in contesti agricoli e comunitari aperti alla cittadinanza.

In particolare, i partecipanti saranno attivamente coinvolti in esperienze dirette di conoscenza delle produzioni agricole locali presso le aziende di Coldiretti, laboratori di cucina e di trasformazione dei prodotti della terra, attività di educazione alimentare e di riscoperta della stagionalità, dando vita a momenti strutturati di relazione, ascolto e scambio con l’intera comunità.

Il progetto educativo si svilupperà inoltre presso il Plesso Scolastico “Martiri di Civitella”, qui la platea si amplia ai bambini, ai quali attraverso incontri educativi, momenti divulgativi ed eventi partecipati che mettono al centro il valore della diversità come risorsa, i ragazzi coinvolti nel progetto, raccontano la loro esperienza.

Questo step rappresenta un elemento fortemente innovativo e di grande valore con il coinvolgimento diretto dei partecipanti che forti delle competenze e delle autonomie maturate nelle aziende agricole, saranno loro stessi a scendere in campo in qualità di testimonial dei valori dell’agricoltura sociale, affiancati con dedizione da educatori e operatori agricoli.

Le dichiarazioni

“Come Coldiretti – ha sottolineato il Presidente Lidia Castellucci – crediamo fermamente che il ruolo delle nostre imprese agricole vada ben oltre la produzione di cibo di qualità, abbracciando una responsabilità sociale profonda verso le comunità in cui operano. Il progetto presentato stamani incarna perfettamente la nostra visione, inserendosi nei 13 progetti di agricoltura sociale che abbiamo sul territorio provinciale. La terra rappresenta infatti uno straordinario spazio di accoglienza, cura e crescita collettiva, capace di generare inclusione e di restituire centralità e protagonismo ad ogni persona attraverso il valore del lavoro e della condivisione.”

Il progetto, frutto della stretta collaborazione con Progetto 5, si inserisce in un percorso condiviso di welfare territoriale, volto a valorizzare le competenze di ciascuno e a promuovere percorsi concreti di autonomia e inserimento.

“Per la Cooperativa questo progetto è la naturale prosecuzione di un percorso che portiamo avanti da anni: l’agricoltura e la cucina come ambienti educativi in cui costruire autonomie reali, dalla cura della terra alla collaborazione con gli altri – ha spiegato Edoardo Cerofolini, Coordinatore Cd Mosaico,Progetto 5 – crediamo nel valore delle reti tra cooperative, istituzioni, aziende agricole e scuole: solo mettendo in comune competenze diverse possiamo offrire alle persone con disabilità occasioni autentiche di partecipazione e protagonismo”.

Lavorare sulle autonomie significa ampliare le possibilità di scelta delle persone e delle loro famiglie: l’agricoltura sociale ci offre proprio questo, trasformando terra, lavoro e relazioni in strumenti di crescita e inclusione per tutta la comunità”.

Un’alleanza strategica e territoriale con un importante valore che queste iniziative portano dentro la rete delle imprese associate.

“Queste esperienze dimostrano come le nostre aziende agricole sappiano interpretare un ruolo di presidio attivo della comunità – ha dichiarato Paolo Campocci, Condirettore di Coldiretti – l’agricoltura sociale coniuga l’impresa agricola con la solidarietà, offrendo risposte concrete ai bisogni del territorio. L’esperienza pregressa realizzata con Progetto 5 e l’Università di Firenze ci conferma che l’agricoltura è un efficace dispositivo di inclusione e apprendimento, capace di generare benefici tangibili sia per i destinatari sia per le stesse aziende che aprono le proprie porte”.