Diramata la foto di Billah Milah dalla questura per agevolare le ricerche

Un delitto atroce e assurdo, maturato tra le mura domestiche nel pieno del primo lockdown per il Covid-19, torna ad essere oggetto di cronaca in questi giorni.

Billal Miah, operaio di 45 anni originario del Bangladesh, era stato assolto dalla Corte d’assise del Tribunale di Arezzo per l’omicidio della figlia di quattro anni e il ferimento del figlio di 12 torna a far parlare di sé con la fuga dalla casa di cura di Castiglion Fiorentino.

Non potendo essere ritenuto punibile al momento dei fatti, è stata disposta nei suoi confronti la misura di sicurezza della permanenza per 10 anni nella Rems di Empoli.

Questa misura è stata successivamente riformulata in libertà vigilata in una casa di cura di Castiglion Fiorentino.

L’uomo è un operaio orafobengalese arrivato in Valdarno dalla Sicilia solo un anno prima dell’incidente per ragioni di lavoro. Prima della tragedia, Miah era inserito nella comunità come addetto alla pulimentatura, ma il blocco delle attività dovuto al Covid lo aveva forzatamente bloccato in casa in cassa integrazione.

​Le ricostruzioni ne delineano un quadro di grave e progressiva sofferenza psicofisica.

Nei giorni precedenti al delitto infatti, Miah soffriva di forti cefalee e sbalzi di pressione dovuti a forme di ischemia. Il suo stato mentale, fortemente compromesso, lo portava a vivere un profondo malessere, aggravato dalla convivenza forzata. Durante il processo, l’uomo ha dichiarato un blackout totale dei momenti del delitto