15O indagati nel centro Italia per una presunta truffa con criptovalute

La Procura della Repubblica ha notificato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari a 39 persone, accusate a vario titolo di aver orchestrato una complessa frode finanziaria basata sulle valute digitali.
Secondo la ricostruzione degli inquirenti, il sistema avrebbe sottratto circa 18 milioni di euro a oltre 150 risparmiatori tra Arezzo, Siena Perugia e Firenze.
​Il meccanismo ricalca quello dello “schema Ponzi”.
Attraverso convention in hotel di lusso, finti promotori finanziari convincevano i clienti a investire promettendo rendimenti fuori mercato, pari al 10% mensile. I capitali raccolti venivano bonificati su conti esteri e poi inseriti in una piattaforma di scambio online. Tuttavia, le chiavi di accesso e la gestione dei portafogli digitali rimanevano sotto il controllo esclusivo dell’organizzazione. Il sistema ha retto finché la piattaforma non è improvvisamente collassata, bloccando i fondi e impedendo il riscatto del denaro.
​Le ipotesi di reato, contestate nel provvedimento, vanno dall’associazione per delinquere all’esercizio abusivo dell’attività finanziaria. Agli atti dell’inchiesta sono confluite anche le denunce di alcuni truffati, che avrebbero subito minacce dopo aver manifestato l’intenzione di rivolgersi alla magistratura
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