L’uomo cortonese si assentava per le cure, l’azienda aveva adottato una possibilità offerta dalla legge che però il magistrato ha ritenuto non corretta
Ha dato esito positivo il Tribunale di Arezzo accogliendo l’istanza presentata da un 57enne affetto da tetraplagia dipendente dell’azienda sanitaria. A riportare la notizia il Corriere di Arezzo.
L’uomo residente a Cortona, era stato assunto nel 2005 con una disabilità riconosciuta e grave. Dal 2024 aveva iniziato ad assentarsi per un aggravamento delle condizioni fisiche che lo avevano costretto a trattamenti e interventi chirurgici che, nella fase del procedimento dal medico legale incaricato dal tribunale, sono stati definiti “salvavita”.
Durante questi interventi i medici gli avevano imposto di portare al minimo il tempo trascorso in carrozzina, da qui la necessità di assentarsi dal lavoro. Necessità sempre puntualmente documentata alla Asl che invece aveva deciso di decurtare al lavoratore parte dello stipendio, dal 50% al 90% in alcuni casi, come previsto dalla legge.
L’uomo si è subito opposto al provvedimento facendo ricorso al tribunale del lavoro che si è espresso definendo illegittima la decurtazione.
L’ azienda sanitaria si vede adesso costretta al rimborso del dipendente.
