Rinascimento Castiglionese sulla sanità: “Se i sindaci non contano, allora chi ci rappresenta ai tavoli che contano?”

«Sono pienamente d’accordo con i sindaci sulla sanità in Valdichiana: vogliamo e dobbiamo pretendere un ospedale più forte, Case della Comunità davvero funzionanti, servizi territoriali efficienti, un sistema di emergenza-urgenza e un pronto soccorso all’altezza dei tempi. Ieri c’ero anch’io alla Fratta, perché quando si parla di salute i confini e le differenze politiche passano in secondo piano».

Lo dichiara Paolo Brandi, capogruppo di Rinascimento Castiglionese, che apre però una profonda riflessione sul ruolo politico dei primi cittadini della vallata.

«C’è un’affermazione che non condivido – attacca Brandi –. Il sindaco di Castiglion Fiorentino ha sostenuto che la Conferenza di Zona — dove siedono tutti i sindaci della Valdichiana — non conti nulla. È un atteggiamento per dire: i sindaci non possano fare niente, andate a cercare qualcun altro. Una canzone che abbiamo sentito cantare troppe volte. Ma le cose non stanno così».

«La legge regionale – spiega il capogruppo – assegna ai sindaci compiti importanti. La Conferenza di Zona è il luogo in cui si decide dove vanno i fondi per il sociale e la non autosufficienza, si approvano i piani sanitari del territorio e si sceglie chi deve dirigerli. Ma c’è un aspetto ancora più importante che spesso si tende a tacere: i sindaci della Valdichiana scelgono un proprio rappresentante per la Conferenza Aziendale. Ed è proprio in quella cabina di regia che si prendono le decisioni strategiche per tutta la ASL: si decide il destino degli ospedali, si approvano i bilanci e si giudica l’operato del Direttore Generale».

«Per questo pongo una domanda: quale mandato politico hanno dato i sindaci della Valdichiana al nostro rappresentante in quella sede? E ancora: quante volte, in questi anni, qualcuno ha alzato la mano per dire “No” alle scelte della ASL? Quel “No” avrebbe un significato preciso: assumersi la responsabilità di contestare le scelte che penalizzano la nostra vallata. Vorrebbe dire aprire un confronto senza sconti con la Regione e con i vertici della sanità prima, invece di limitarsi a protestare dopo, quando i giochi sono già fatti».

«Allora – conclude Paolo Brandi – diventa difficile sostenere che i sindaci non abbiano voce in capitolo. È vero: non gestiscono direttamente i reparti. Ma hanno gli strumenti e i luoghi adatti per incidere sulle scelte. La differenza, spesso, non la fanno i poteri scritti sulla carta, ma il coraggio politico di esercitarli fino in fondo».