Le scritte apparse nei giorni scorsi al cimitero di Tuoro sul Trasimeno, inneggianti ai brigatisti Mario Galesi e Nadia Desdemona Lioce, hanno suscitato profonda indignazione nelle istituzioni e nelle comunità del territorio. Un gesto che riporta alla memoria una delle pagine più dolorose della storia recente italiana: l’uccisione del Sovrintendente Capo della Polizia di Stato Emanuele Petri.
Petri fu assassinato, il 2 marzo 2003, durante un controllo di routine mentre era abordo del treno regionale Roma-Firenze, poco prima dell’arrivo alla stazione di Castiglion Fiorentino. A sparare furono Mario Galesi e Nadia Desdemona Lioce, esponenti delle Nuove Brigate Rosse. Nel successivo conflitto a fuoco Galesi rimase ucciso, mentre la Lioce venne arrestata. Quel controllo si rivelò determinante per le indagini che contribuirono a disarticolare l’organizzazione terroristica.
Di fronte alle scritte comparse a Tuoro sul Trasimeno, il sindaco di Castiglion Fiorentino, Mario Agnelli, e il sindaco di Cortona, Luciano Meoni, hanno espresso una ferma condanna dell’accaduto, manifestando solidarietà e vicinanza alla moglie Alma, a tutta la famiglia Petri, alla Polizia di Stato, alle forze dell’ordine e all’intera comunità di Tuoro sul Trasimeno. Entrambi hanno ribadito la necessità di respingere con fermezza ogni forma di sostegno, giustificazione o nostalgia nei confronti del terrorismo
