Castiglion Fiorentino, il Gruppo Consiliare Rinascimento Castiglionese sulla Casa di Comunità. La nota stampa

Il 30 giugno rappresenta una scadenza decisiva per il futuro della sanità territoriale: entro quella data dovranno essere consegnate le Case di Comunità finanziate con i fondi del PNRR.

Per quanto riguarda il nostro territorio, nei piani dell’ASL Sud Est è prevista per il mese di maggio la riapertura e la certificazione della Casa di Comunità di Castiglion Fiorentino.

È però necessario chiarire un punto fondamentale: la sanità territoriale non si esaurisce in una singola struttura. Il modello previsto dal DM 77 del 2022 disegna una vera e propria rete di servizi diffusi, capace di operare all’interno delle Case di Comunità ma anche di raggiungere direttamente i cittadini nelle loro case, integrandosi con l’ospedale e prendendo in carico i pazienti più fragili, sia sotto il profilo sanitario che sociale.

Se questo modello verrà pienamente attuato, si realizzerà una trasformazione profonda della sanità territoriale. Una trasformazione che, nel nostro comune, era stata già avviata circa 15 anni fa, ma mai completata e progressivamente abbandonata, fino a quando la pandemia di Covid non ha dimostrato quanto quella visione fosse corretta e necessaria.

La direzione è chiara: una sanità di prossimità, vicina alle persone, integrata, capace di ascoltare e di rispondere ai bisogni della comunità nel loro insieme. Le Case di Comunità – HUB e SPOKE – rappresentano solo una parte di questo sistema più ampio, ma svolgono un ruolo centrale.

La struttura di Castiglion Fiorentino è stata individuata come HUB, con un importante investimento di risorse del PNRR. Questo comporta responsabilità precise: garantire servizi completi e continuativi, dalla presenza medica h24 al Punto Unico di Accesso, dalla diagnostica di base ai servizi specialistici, sociali e psicologici, fino alla piena integrazione con il territorio.

Oggi, a lavori conclusi, la richiesta è semplice e legittima: che vengano attivati tutti i servizi previsti dalla normativa. Senza questi requisiti, non sarà possibile ottenere la certificazione della struttura e verrebbe meno la giustificazione delle risorse pubbliche investite.
In questo contesto, appare tardiva la preoccupazione espressa dall’Amministrazione comunale sullo stato dei servizi. Una domanda sorge spontanea: dove sono stati fino ad oggi?
Per anni il Gruppo Consiliare Rinascimento Castiglionese ha chiesto un confronto con il sindaco e l’assessore alla sanità, sollecitando verifiche condivise con l’azienda sanitaria sul progetto di ristrutturazione e sull’organizzazione dei servizi. A queste richieste non è mai seguita alcuna risposta.
Il nostro impegno continuerà con determinazione affinché venga rispettata la legge e affinché la rete sanitaria della Valdichiana sia realmente tutelata e valorizzata: nelle Case di Comunità, nei servizi territoriali, nell’emergenza e nell’ospedale.