“L’assessore Franceschini deve avere l’orologio scarico. Solo oggi, a lavori di ristrutturazione della Casa di Comunità (ex Casa della Salute) praticamente conclusi, si accorge che non basta una mano di vernice e qualche intervento edilizio per garantire servizi sanitari funzionanti.
Una scoperta arrivata con grave ritardo, visto che da oltre un anno e mezzo, in Consiglio Comunale, il nostro gruppo segnala puntualmente criticità sullo stato di avanzamento dei lavori e soprattutto sull’assenza di un vero progetto organizzativo della Casa di Comunità. Più volte abbiamo anche ricordato che spetta al Comune, come garante della salute dei cittadini, pretendere dalla ASL chiarezza sul modello dei servizi che si intende attivare. Evidentemente, tema ritenuto secondario. E infatti, mentre noi ponevamo domande precise, in aula consiliare si preferiva liquidare tutto con leggerezza, come se fossero questioni marginali. Nessuna risposta concreta alle nostre interrogazioni su tempi, modalità e soprattutto contenuti del progetto organizzativo.
In più occasioni, alla presenza del Direttore Generale, del Direttore Sanitario e del Direttore di Distretto, il consigliere di opposizione dott. Sereni e il capogruppo Brandi hanno evidenziato le criticità strutturali del progetto: carenza di personale sanitario, amministrativo e dei servizi sociali. Anche in quei momenti, nessun vero approfondimento. Solo la sensazione che tutto fosse già deciso e che sollevare dubbi fosse quasi un esercizio inutile. La Casa di Comunità di Castiglion Fiorentino è stata inserita come struttura HUB nel Piano Sanitario Regionale e disciplinata dal Decreto Ministeriale 77/2022. Non si tratta di un dettaglio tecnico, ma della definizione di un presidio centrale per il territorio.
Eppure, viene il dubbio che qualcuno questo decreto non lo abbia mai davvero letto, visto che gli elementi essenziali previsti — diagnostica di base, punto unico di accesso, continuità assistenziale dei servizi sociali, presenza medica h24, infermieri territoriali — sembrano essere “scoperte” dell’ultimo momento. Il rischio, concreto, è quello che abbiamo denunciato fin dall’inizio: trasformare un investimento importante, finanziato anche con risorse PNRR, in una struttura monca, lontana anni luce da ciò che dovrebbe essere una vera Casa di Comunità.
Castiglion Fiorentino è stata tra le prime realtà in Italia a credere in questo modello. Sarebbe paradossale diventare il caso in cui quel modello viene svuotato nei fatti. Il Gruppo Consiliare Rinascimento Castiglionese continuerà a vigilare con attenzione. Perché su questa vicenda non servono dichiarazioni tardive ma servizi veri.”
Gruppo Rinascimento Castiglionese.
