A Castiglion Fiorentino spariscono 4 plessi: 2 asili nido (Pievuccia e Brolio) 1 materna (La Nave) 1 elementare (S. Cristina) Motivo ufficiale? Calo demografico, lavori da fare e “mancano i soldi”. La chiamano “riorganizzazione scolastica”.
Noi la chiamiamo con il suo nome: chiusura di servizi. Curioso però. Perché nel frattempo: spendiamo 5 milioni di euro per un nuovo asilo che sembra un bunker, in un posto scomodissimo per traffico e parcheggi. Ci mettiamo dentro pure una sezione privata di scuola materna, così si fa concorrenza alla scuola statale in un momento di calo demografico. E distruggiamo un campo sportivo storico per spenderne altri 1,4 milioni e rifarlo da un’altra parte.

Se davvero i bambini diminuiscono, i due nidi che c’erano bastavano e avanzavano. Ma evidentemente il problema non era quello. Oggi chiediamo: che fine faranno ora questi edifici scolastici? Due dei quali collocati in posizioni assai “appetibili”? Saranno venduti?
Rinascimento Castiglionese ribadisce una posizione chiara: queste strutture non devono essere alienate, ma mantenute e riutilizzate per finalità pubbliche e sociali. Servono spazi per i giovani. Servono servizi educativi e di doposcuola. Servono strutture sociali, come ad esempio un centro Alzheimer o altri servizi di comunità. Se il danno è già stato fatto, almeno si abbia la coscienza di ridurne le conseguenze.
