Morti in A1: chiusa l’inchiesta sul maxi tamponamento. Al camionista contestato l’omicidio stradale aggravato

Arezzo, si è conclusa l’inchiesta condotta dal PM Francesca Eva sull’incidente che lo scorso 4 agosto 2025 ha causato la morte di tre persone in  A1 nel tratto tra Arezzo e Valdarno. All’uomo alla guida del tir è stato contestato il reato di Omicidio Stradale Aggravato.

Quella mattina il tir si schiantò contro i mezzi in autostrada, fermi a causa di alcuni lavori. L’impatto fu talmente violento da schiacciare l’ambulanza della Misericordia con a bordo due volontari e un paziente: Giovanni Trappolini, 56 anni, Giulia Santoni, 23 anni e Franco Lovari di 76. Per loro non ci fu scampo. Una dinamica semplice, ma che fu subito evidente necessitare di indagini approfondite: per terra non era presente nessun tipo di segno di frenata, campanello che qualcosa non era andato come avrebbe dovuto.

Venne immediatamente sequestrata la scatola nera del tir e lo smartphone, che risulta oggi essere la causa della distrazione dell’autista. Fin da subito l’attenzione cadde su un  video  postato pochi minuti prima dell’incidente, questo, per La Procura della Repubblica, aggiunge al reato l’aggravante della “colpa cosciente”, senza il dolo.

Non ci sarebbe stata la volontà da parte dell’uomo di procurare il disastro, ma la consapevolezza del rischio in cui avrebbe potuto incorrere con la sua condotta. L’uomo, che ebbe un malore non appena gli furono comunicate le morti delle tre persone, adesso è seguito dal legale Massimo Rabagliati del foro di Milano. Con la chiusura delle indagini e la contestazione del reato, il fascicolo  è passato nelle mani del sostituto procuratore Giorgio Martano.