Un accordo triennale 2026-2028 tra AISA Impianti S.p.A. e Coldiretti Arezzo punta a rafforzare la fertilità dei suoli agricoli attraverso l’utilizzo dell’ammendante compostato misto “Amelia”, prodotto dal progetto “Zero Spreco”.
L’intesa prevede uno studio sulle qualità agronomiche del compost nei terreni coltivati a pieno campo, coinvolgendo aziende agricole del territorio. L’obiettivo nasce dall’esigenza concreta di contrastare l’impoverimento dei terreni agricoli.
Questo sarà possibile grazie ad “Amelia”, il quale è un ammendante ottenuto dal trattamento della frazione organica della raccolta differenziata e di residui vegetali. È autorizzato per l’uso in agricoltura biologica ed è iscritto al Registro nazionale dei fertilizzanti.
“Zero Spreco” di AISA Impianti ne produce circa 10.000 tonnellate all’anno, restituendo al suolo materia organica stabilizzata e sicura. Con un contenuto del 40% di sostanza organica, il compost agisce nel medio periodo migliorando le caratteristiche fisiche, chimiche e biologiche del terreno. A differenza dei concimi chimici, che incidono soprattutto sulla produzione della singola annata, “Amelia” contribuisce a rendere i suoli più strutturati, capaci di trattenere l’acqua nei periodi siccitosi e meno soggetti a compattamento.
Le dichiarazioni
«La firma di questo accordo conferma e rafforza una collaborazione ormai consolidata con AISA Impianti, fondata su obiettivi comuni di sostenibilità e valorizzazione del territorio – ha dichiarato Lidia Castellucci, presidente di Coldiretti Arezzo –. Crediamo in un modello agricolo che unisca innovazione, responsabilità ambientale e solidità economica delle imprese. È un percorso di lungo periodo che punta a dare stabilità e competitività».
Sulla stessa linea Giacomo Cherici, presidente di AISA Impianti: «Abbiamo illustrato un sistema che consentirà lo spandimento del compost per grandi aziende con le attrezzature necessarie direttamente nei campi. Produciamo 10.000 tonnellate l’anno di un ammendante che serve a rinforzare e aumentare lo strato di humus che si impoverisce, anche a causa del dilavamento delle piogge».
