Al via la 487ª edizione del Carnevale di Foiano della Chiana

Con l’arrivo di febbraio si è aperto ufficialmente il Carnevale di Foiano della Chiana, che con la prima sfilata ha dato il via alla sua 487ª edizione, la più antica d’Italia.

La manifestazione, che affonda le sue radici in secoli di storia e tradizione, ha inaugurato i festeggiamenti con la prima delle cinque domeniche di sfilate, in programma fino al 1° marzo, animando le vie del centro storico.

Protagonisti della giornata sono stati i quattro carri allegorici realizzati in cartapesta dai maestri artigiani dei cantieri storici Azzurri, Rustici, Nottambuli e Bombolo, che hanno sfilato davanti alla giuria, chiamata nella giornata inaugurale a osservare e valutare le opere in gara.

Colori, musica e una grande partecipazione di pubblico hanno accompagnato la prima sfilata, dando ufficialmente il via a un Carnevale che, tra arte popolare e folklore, rappresenta uno degli appuntamenti culturali più importanti per la città di Foiano

Il primo carro a sfilare è stato quello del Cantiere Azzurri, “Polvere di stelle”, ispirato alla figura di Vincent Van Gogh, simbolo di un’arte che non produce profitto ma umanità. Un omaggio all’uomo nella sua complessità e al valore dell’espressione artistica, che invita ad abbandonare la logica della performatività e della produttività a ogni costo, ricordando che “esistere è già abbastanza”.

A seguire, il Cantiere Rustici ha portato in scena il carro “Apriti cielo”, dedicato alla figura di Galileo Galilei e al profondo significato delle sue scoperte, che hanno rivoluzionato per sempre la visione dell’universo e del ruolo dell’uomo al suo interno.

Terzo in sfilata, il Cantiere Nottambuli ha presentato “Nel mondo che vorrei”, un carro che celebra i mondi fantastici della letteratura, capaci di nutrire l’immaginazione di grandi e piccoli, sottolineando al tempo stesso l’importanza della lettura nell’infanzia.

A chiudere la sfilata, il Cantiere Bombolo con il carro “Rinascenza”, che affronta temi universali e profondi come la lotta tra civiltà e barbarie, la corruzione del potere e il degrado morale dell’umanità. Al centro della scena domina l’Uomo Vitruviano di Leonardo da Vinci, simbolo della cultura umanista e invito a rimettere l’uomo al centro del mondo, misura e specchio dell’universo.