Nel corso dell’ultimo Consiglio Comunale è bastata una semplice interrogazione per far emergere tutta la fragilità – politica e amministrativa – della Giunta.
Abbiamo chiesto chiarimenti sulla chiusura dei plessi scolastici de La Nave e di Santa Cristina, e sulla nota ufficiale della Regione Toscana, che segnala come la proposta di ridimensionamento sia arrivata fuori tempo massimo e senza il necessario parere della Conferenza di zona.
La domanda era elementare: che cosa intende fare il Comune?
La risposta del Sindaco ha fatto crollare un grande bluff. La chiusura delle scuole ha poco a che vedere con il numero degli alunni. È tutta una questione di sicurezza strutturale. Tanto che è stato detto, senza troppi giri di parole, che le scuole chiuderanno comunque, perché il Sindaco “non intende prendersi responsabilità”.
E allora una domanda sorge spontanea.
Se i problemi strutturali erano noti da anni, come ammesso dallo stesso Vicesindaco, perché si è andati avanti così a lungo senza intervenire?
Per La Nave esisteva un progetto di sistemazione già nel 2021.
Per Santa Cristina, invece, il problema strutturale non era mai emerso prima.
Secondo il Vicesindaco, il nodo sarebbe il fatto che la scuola è su due piani.
Per La Nave, invece, il rischio sarebbe anche quello che possano accumularsi sul tetto 30 centimetri di neve.
Nemmeno fossimo in Lapponia.
E non si venga a parlare di mancanza di risorse.
I soldi li trovano sempre, quando vogliono:
•500.000 euro per i giardini
•500.000 euro per il campo di Fontesecca
•500.000 euro per Santa Chiara
•1.000.000 di euro per “drogare” le tariffe TARI, il cui conto oggi i castiglionesi pagano per intero con aumenti fino al 15%.
•milioni di euro spesi alla Spiaggina, in quello che ormai tutti chiamano il “bunker”, altro che asilo nido!
•700.000 euro per un nuovo campo sportivo
E l’elenco potrebbe continuare.
La conclusione è una sola e non lascia spazio a interpretazioni:
la chiusura delle scuole de La Nave e di Santa Cristina è una scelta politica, figlia di una clamorosa mancanza di programmazione.
E non è finita qui.
Il Sindaco ha ammesso candidamente che altre scuole chiuderanno.
Quali?
Manciano? Montecchio?
Questo è il modello di città che si sta costruendo: frazioni svuotate, bambini costretti a interminabili viaggi sugli scuolabus, traffico congestionato in via Ghizzi, comunità indebolite, tessuto sociale impoverito.
Le scuole non sono numeri da spostare su una tabella.
Sono presìdi di comunità, futuro, identità.
E continueremo a dirlo, senza sconti.
Gruppo Consiliare
Rinascimento Castiglionese
