Morte del piccolo Leo, Koinè istituisce una commissione interna

di Luca Amodio

«L’ambiente, sia quello interno che quello esterno, è perfettamente a norma come risulta dalle certificazioni previste dalle leggi». «La piccola pianta non è un arredo del giardino ma una componente del progetto didattico: è oggetto di costante manutenzione». A due giorni dalla tragedia di Soci la cooperativa sociale Koinè, che gestisce l’asilo nido dove è morto il piccolo Leo, apre un’inchiesta interna da mettere a disposizione del lavoro della procura che intanto sta indagando per omcidio colposo. Al momento si tratta di un fascicolo contro ignoti ma in queste ore potrebbero partire i primi avvisi di garanzia, almeno come atto dovuto. «Dirigenti e operatrici hanno già dato le informazioni che sono state richieste e, nella logica della massima collaborazione», spiega Koinè. 

E poi alcuni dettagli su quello che è accaduto quel giorno. «La cooperativa conferma quanto già dichiarato agli inquirenti. Il personale è composto da 16 operatrici, di cui 11 educatrici e 5 assistenti. Al momento della tragedia, in relazione ai turni, erano in servizio 8 educatrici, 4 assistenti più la cuoca e l’aiuto cuoca: in totale 14 addetti. E’ opportuno sottolineare che il rapporto numerico con i 60 bambini del nido è perfettamente coerente con la normativa». Tutti gli addetti sono professionalmente formati e seguono regolarmente corsi di aggiornamento professionale, garantisce la cooperativa. 

E poi alcune informazioni riguardo il cortile fuori dalla scuola che è  oggetto di approfondimento da parte degli inquirenti. «L’ambiente, sia quello interno che quello esterno, è perfettamente a norma come risulta dalle certificazioni previste dalle leggi. La piccola pianta non è un arredo del giardino ma una componente di un progetto didattico: è immediatamente fuori della porta della sezione ed è oggetto di costante manutenzione».