di Luca Amodio
La procura di Arezzo ha aperto un fascicolo per omicidio colposo. Nei prossimi giorni verrà disposta l’autopsia sul corpo del bimbo di due anni, i primi testimoni sono già stati sentiti
Leonardo Ricci aveva due anni. Ieri è morto all’asilo comunale di Soci mentre stava giocando nel cortile: secondo una prima ricostruzione il cappuccio della sua felpina è rimasto incastrato ad un ramo. Così si è strozzato.
Sequestro della scuola
I nastri segnaletici delimitano tutto il perimetro dell’asilo Ambarabà. All’ingresso, sulle porte interne e lungo il cortile sono comparsi i cartelli “area sottoposta a sequestro”. La struttura è stata chiusa e sigillata dai carabinieri su disposizione della procura di Arezzo. Il sequestro riguarda ogni ambiente: aule, spazi comuni e area esterna. È un provvedimento necessario per consentire lo svolgimento dei rilievi tecnici e la raccolta degli elementi utili all’indagine. L’accesso alla scuola è interdetto fino al termine delle operazioni, che andranno avanti almeno per tutta la settimana.
La dinamica in cortile
La tragedia si è verificata nel cortile della scuola, durante il gioco all’aperto. Leonardo Ricci, due anni, stava giocando insieme ad altri bambini quando il cappuccio del suo giubbottino è rimasto impigliato in un ramo di una siepe. Il punto esatto e la meccanica dell’aggancio saranno ricostruiti dagli investigatori con i rilievi. Una maestra si è accorta della situazione e ha dato immediatamente l’allarme.
I soccorsi
Il personale scolastico ha chiamato il 118. Nel frattempo sul posto è stato attivato l’elisoccorso, che è atterrato in una zona vicina alla scuola. I sanitari hanno effettuato manovre di rianimazione per un’ora. Ogni tentativo si è rivelato inutile. La sequenza temporale dei soccorsi e le modalità di intervento saranno analizzate nell’ambito dell’indagine per definire con precisione i tempi dell’evento.
I genitori
I genitori del bambino, residenti a Soci, erano al lavoro quando sono stati contattati dalla scuola. Sono arrivati mentre le operazioni di soccorso erano già in corso e hanno assistito alle ultime fasi del tentativo di rianimazione.
L’inchiesta
La procura di Arezzo ha aperto un fascicolo per omicidio colposo contro ignoti. È un’indagine a modello 44, cioè senza indagati formali, utile a compiere tutti gli accertamenti necessari prima di individuare eventuali responsabilità. La pm Julia Maggiore ha disposto il sequestro dell’intero plesso scolastico e l’autopsia sul corpo del piccolo, che sarà eseguita nei prossimi giorni. L’esito dell’esame sarà uno dei punti chiave per confermare la causa del decesso e definire la cronologia dell’incidente.
Il lavoro dei carabinieri
Le attività investigative sono svolte dai carabinieri della compagnia di Bibbiena, guidati dal capitano Domenico Gaudio. Il comandante è stato presente fin dalle prime ore della tragedia. Ha coordinato i rilievi e ha partecipato all’acquisizione delle dichiarazioni spontanee dei testimoni presenti nella scuola. «I militari stanno svolgendo il lavoro per ricostruire la dinamica dei fatti e l’individuazione di eventuali responsabilità penali», ha dichiarato Gaudio.
Le prime testimonianze
Le maestre presenti al momento dell’incidente sono tre o quattro, secondo quanto risulta dai primi riscontri. Nell’asilo, gestito dalla cooperativa Koinè, sono iscritti circa sessanta bambini. Le insegnanti presenti nel momento dell’accaduto saranno ascoltate come persone informate dei fatti. Alcune hanno già fornito dichiarazioni spontanee. Queste informazioni saranno incrociate con le risultanze tecniche e con le testimonianze dei genitori che si trovavano nell’area scolastica.
I passaggi successivi
Nei prossimi giorni proseguiranno le audizioni del personale scolastico e saranno acquisiti ulteriori elementi tecnici. Al termine dei rilievi e delle verifiche la procura valuterà se emergono profili di responsabilità individuali.

