La circoscrizione aretina delle elezioni regionali vede due soli eletti, si tratta di Filippo Boni (capolista del Pd e più votato in termini di preferenze) e Gabriele Veneri (capolista Fdi, unico fra gli ex consiglieri regionali ad essere riconfermato). Sono questi gli esiti certi della contesa in salsa aretina. Nessuna altra lista elegge un proprio rappresentante.
Resta aperto uno spiraglio per Roberta Casini, piazzata seconda nella lista Pd, che potrebbe diventare consigliera regionale per surroga qualora Boni fosse chiamato in Giunta a fare l’assessore, oppure (ipotesi più complessa) che venga chiamata direttamente la sindaca di Lucignano nell’esecutivo regionale dal presidente Giani.
Non ce l’hanno fatta nonostante la buona performance: Giovanni Grasso (lista Casa Riformista Giani Presidente) e Bernardo Mennini (Forza Italia). Più difficile sarebbe stata l’impresa di Francesco Romizi, Avs infatti elegge consiglieri altrove, ma non ad Arezzo.
Fra i non riconfermati c’è Marco Casucci (eletto per due mandati con la Lega) approdato a Noi Moderati, lista che non supera la soglia di sbarramento.
Niente da fare anche per alcuni nomi noti della Valdichiana e dell’Aretino. Fra i non eletti del Pd ci sono Andrea Bernardini e Sara Rapini, entrambi già consiglieri comunali a Cortona e Castiglion Fiorentino. Stessa sorte per Rossano Cortini (area socialista, attualmente in consiglio a Cortona con una lista civica). Nel centro destra non viene eletta Stefania Franceschini, assessore a Castiglion Fiorentino (arrivata quarta nella lista Fdi con Veneri). Amarezza nella Lega che pur ottenendo un risultato sopra la media rispetto alle altre province, non elegge nessuno. Nessuna chance nemmeno per i candidati aretini del M5s. Nonostante la buona performance del sindaco di Bibbiena Filippo Vagnoli, la lista civica È ora, collegata a Tomasi, non elegge nessun rappresentante.
Nella Valdichiana aretina Tomasi vince a Castiglion Fiorentino e Monte San Savino, Giani vince a Cortona, Civitella, Foiano, Lucignano, Marciano e anche nel territorio comunale di Arezzo.
Guardando oltre confine, in provincia di Siena si conferma l’ex assessore alla Sanità Simone Bezzini che, qualora dovesse rientrare in Giunta, lascerà spazio ad Anna Paris (già consigliera nel primo mandato Giani). Niente da fare per Stefano Scaramelli (già sindaco di Chiusi e consigliere uscente e candidato in Casa Riformista), nel centro destra eletto Enrico Tucci di Fdi.
Ma come mai la provincia di Arezzo può perdere metà dei suoi rappresentanti? La risposta risiede in due fattori, il primo è quello della frammentazione del voto. Il Pd, che aveva eletto nel 2020 Vincenzo Ceccarelli e Lucia De Robertis, prende meno voti anche per la presenza della lista Casa Riformista (che drena consensi ai Dem). Altra causa è quella dell’utilizzo del listino bloccato, una scelta del livello regionale, per garantire tre posti da consigliere a coloro che sono stati prescelti: Iacopo Melio, Simona Querci e Gianni Lorenzetti. Si tratta di una facoltà prevista dalla legge elettorale (l’ha utilizzata anche la Lega facendo eleggere Massimiliano Simoni) che di fatto limita il numero di candidati che passano dai listini provinciali (come quello aretino).
Nota curiosa per la terza candidata alla presidenza, Antonella Bundu pur avendo superato il 5% non viene eletta perché l’unica lista collegata (Toscana Rossa) non arriva alla soglia di sbarramento.
