Il Gruppo Rinascimento Castiglionese aderisce alla manifestazione di piazza a Siena per Gaza
Il Gruppo “Rinascimento Castiglionese” aderisce alla mobilitazione nazionale in programma oggi e partecipa alla manifestazione di Siena. “Non ci interessa chi abbia promosso lo sciopero o i cortei: ci muove la coscienza civile e umana. Perché non si può restare fermi davanti a un massacro che ripropone, con brutalità, antiche logiche di conquista territoriale, sterminio della popolazione e accaparramento delle ricchezze”, scrivono in una nota.
“«Gaza come una miniera d’oro». Con queste parole il ministro israeliano Smotrich ha sdoganato, senza più maschere, l’idea che dietro la carneficina in corso ci sia un obiettivo che nulla ha a che vedere con la sicurezza o la lotta al terrorismo: trasformare la Striscia in un territorio da sfruttare, pronto ad accogliere resort e investimenti miliardari”. Dopo la reazione al pogrom del 7 ottobre, gli obiettivi militari sono diventati uno strumento al soldo della più cinica speculazione. Oggi la scelta appare chiara: deportare o annientare un popolo per fare spazio a un’operazione affaristica di proporzioni colossali. Non c’entra la guerra infinita che dura da quasi ottant’anni, non c’entrano gli ostaggi, né la lotta al terrorismo. Conta solo il profitto. Le decine di migliaia di morti, i feriti, i mutilati e gli sfollati non pesano nulla di fronte ai miliardi che i grandi investitori sognano di ricavare. A benedire il progetto, persino l’amministrazione americana, che ha diffuso video realizzati con l’intelligenza artificiale in cui Gaza appare come un’enclave di lusso e opulenza”, continua il Gruppo “Rinascimento Castiglionese”.
“Rammarica profondamente il silenzio della nostra Amministrazione comunale, che avrebbe potuto cogliere l’occasione per prendere posizione. Anni fa, quando a Castiglioni fu ospitata una squadra palestinese, si organizzò la “partita della Pace”. Oggi, mentre di pace ci sarebbe più bisogno che mai, regna invece il silenzio. Allora ci furono tante frasi e appelli solenni; oggi quelle stesse parole suonano vuote di fronte al mutismo su quello che sta accadendo. Un’occasione persa, mentre a Gaza si continua a morire”, conclude.

