Dopo una serata di giochi e divertimento, a soli tre giorni dalla Giostra del Saracino, il quartiere di Porta Santo Spirito – fresco vincitore dell’edizione di giugno 2025 – si è risvegliato con una sorpresa inattesa: un maiale in gabbia con indosso il fazzoletto gialloblù e accompagnato da una scritta:«Se siete boni correte anche con questo».
L’animale, ignaro protagonista della burla, si muove spaesato tra i drappi nel poco spazio che gli è stato concesso. Sul posto, in mattinata, è intervenuta la Polizia.
Il maiale, privo di microchip, è stato preso in consegna dal veterinario della Asl insieme al personale del Quartiere. La vicenda, secondo le prime valutazioni, non rientrerebbe nei casi di maltrattamento animale.

Non è la prima volta che la rivalità tra i quartieri si traduce in scherzi di questo genere: dalle penne d’oca sparse per San Lorentino alle uova marce lanciate in piazza San Giusto, passando per porte murate e nuvole di farina 00.
La tensione cresce, lo spirito della Giostra è acceso: manca poco per scoprire chi sarà il prossimo vincitore.
La nota della Asl sulle condizioni dell’animale
A seguito del rinvenimento di un suino negli spazi intorno al quartiere di Porta Santo Spirito avvenuto questa mattina, la Asl Toscana sud est comunica che l’animale è stato trovato in buone condizioni generali. Sul posto è intervenuto personale dell’Azienda sanitaria per le verifiche relative al benessere e allo stato sanitario. L’animale è stato sottoposto a blocco sanitario e trasferito presso una struttura autorizzata, dove sarà oggetto di approfondimenti veterinari. La sede definitiva sarà stabilita a conclusione degli accertamenti in corso e in conformità alle disposizioni vigenti in materia di tutela animale.
La Rete dei santuari di animali liberi
La Rete dei santuari di animali liberi in Italia ha chiesto che venga affidato a uno dei propri rifugi il maiale ritrovato stamani ad Arezzo, nei pressi del quartiere di Porta Santo Spirito, e usato come “scherzo goliardico”. La Asl di Arezzo, che sta svolgendo le analisi sull’animale, si è già resa disponibile ad accogliere la richiesta.
“Speriamo che in futuro certe goliardate lascino in pace gli animali”, ha commentato Sara D’Angelo, coordinatrice della Rete dei santuari, un network di rifugi antispecisti che ospita in tutta Italia 3500 animali salvati dal macello e da altre forme di sfruttamento.
