Rita Baroud riceve il Premio Tutino Giornalista 2025 durante l’incontro con Marianna Bruschi, Giulia Ciancaglini, Samah Jabr e Fabio Tonacci.
Traduzione a cura di Paule Roberta Yao
Il Premio sarà consegnato da Gloria Argelés.
«Per esprimere gratitudine, per il suo contributo alla verità», l’Archivio dei diari assegna a Rita Baroud il Premio Tutino Giornalista 2025, riconoscimento istituito per commemorare la figura del fondatore Saverio Tutino e offrire uno spazio di celebrazione ai nuovi protagonisti del giornalismo. Un premio simbolico che valorizza coloro che, ogni giorno, esercitano la professione con coraggio, dedizione e competenza.
Il conferimento avverrà venerdì 19 settembre in piazza Plinio Pellegrini, al termine dell’incontro con la psichiatra palestinese Samah Jabr e i giornalisti Marianna Bruschi, Giulia Ciancaglini e Fabio Tonacci.
Ventunenne, studentessa di lingue, Rita Baroud ha raccontato la guerra in Palestina tenendo un diario dal campo profughi nella Striscia di Gaza, dove è nata e cresciuta. La sua è una battaglia pacifica che continua anche dall’esilio in Europa, dopo essere stata tra le ultime persone evacuate.
Nel febbraio 2025, Baroud ha rilasciato un’intervista al Coordinamento Nazionale Comunità Accoglienti, in cui ha spiegato la genesi del suo impegno come un’esigenza irrinunciabile:
«Dopo il terzo giorno di guerra, mi hanno chiesto dei video da La Repubblica, ma non ero in grado per la situazione che stavo vivendo. Non riuscivo a pensare a niente, non ero pronta a parlare di Gaza. Ho avuto bisogno di tempo, anche perché sono stata costretta a spostarmi molte volte. Poi, quando Sami al-Ajrami (giornalista palestinese collaboratore di Ansa e La Repubblica) è uscito da Gaza, ho sentito che avevo il dovere di parlare. Di non interrompere il racconto in diretta. Scrivere mi ha aiutata a esprimere i miei sentimenti. Sono contenta di farlo. È importante per me parlare di Gaza. Non è un lavoro, ma un dovere: dire la verità.»
Una vocazione autentica, nata da una necessità profonda. Non potremmo immaginare una motivazione più alta per iniziare un diario, o per pubblicare un articolo di giornale.
