La scomparsa di Pippo Baudo lo scorso 16 agosto ha riportato alla memoria di tutti infiniti ricordi ed ha generato sui social un’ondata di post di apprezzamento per il conduttore scomparso e per la sua magnificenza.
Tra gli artisti che si sono espressi c’è stato un intervento definito da molte testate come “fuori dal coro”. Difatti, Enzo Ghinazzi, in arte Pupo, ha espresso un ricordo personale e diverso del defunto presentatore nella sua rubrica fissa sul Quoditiano Nazionale.
“Anche io, che non ho mai fatto parte di nessun coro, desidero comunque salutare e ringraziare Pippo Baudo per tutto ciò che ha fatto per la musica italiana ma, soprattutto, desidero ringraziarlo per non avermi mai considerato e aiutato. Ricordo quando mi disse che gli stavo antipatico e, soprattutto, gli sta antipatico il mio nome d’arte: Pupo.”
Aggiunge Pupo: “Ci rimasi malissimo, non mi buttai giù, anzi, mi rimboccai le maniche e ricominciai a combattere”.
Per poi concludere il ricordo con parole rivolte direttamente al conduttore scomparso: “Grazie Pippo, senza di te, probabilmente, non avrei mai trovato quella tenacia e quella forza di reagire che oggi mi permettono di festeggiare i 50 anni di carriera e di essere sempre un ‘Pupo’. Che la terra ti sia lieve grandissimo uomo e monumentale artista.”
Le critiche rivolte a Pupo per il contenuto della sua rubrica sul Quotidiano sono state moltissime, la sua è stata da molti definita come una “stoccata” a Pippo Baudo o una “caduta di stile”.
Ad ogni modo l’artista a seguito del boom mediatico che lo ha coinvolto non ha tardato a fare chiarezza con un post su Facebook.
“Solo gli stolti e quelli in malafede, possono aver trovato nel mio articolo del Quotidiano Nazionale di lunedì scorso, in cui parlo di Pippo Baudo, tracce di risentimento. Chi mi conosce sa benissimo quanto io sia privo di qualsiasi forma di invidia e di rancore.” Prosegue scrivendo: “Scrivo da 25 anni per il Quotidiano Nazionale e ciò che ho scritto su Pippo Baudo, fa parte delle riflessioni dolci e un po’ salate che ogni lunedì, cambiando naturalmente sempre argomento, riporto su questo mio spazio. Tutto qui. Detto ciò, visto il clamore che ogni volta creano le mie riflessioni e i miei scritti, continuerò convinto su questa strada. Seguendo solo le mie idee e i miei pensieri e ringraziando sempre tutti, ammiratori e detrattori, per il supporto e per la vivace partecipazione alle mie iniziative. Ciò significa
che, forse, un po’ il mio mestiere lo so fare.”
Ghinazzi conclude aggiungendo: “Sono convinto che anche Pippo Baudo, il quale usava e ogni tanto perfino “manipolava” l’informazione per ottenere consenso e successo, mi farebbe i complimenti. Godetevi la vita amici e rilassatevi tanto, alla fine, faremo tutti la fine di Pippo. E non dimenticate mai che nessuno al mondo è indispensabile e che i cimiteri sono pieni di coloro che si illudevano di esserlo.”
Articolo di Nadja Nischler.

