Picchia la madre nella stanza di degenza: arrestato un 37enne per lesioni aggravate, maltrattamenti e resistenza agli agenti

Un improvviso scatto d’ira ha trasformato una normale visita in ospedale in una scena di violenza. Il fatto riportato dal Corriere di Arezzo, è avvenuto nel pomeriggio di mercoledì 13 agosto all’ospedale Santa Margherita della Fratta, a Cortona.

Protagonista un uomo di 37 anni, libero professionista residente in Valdichiana, che è stato arrestato con le accuse di lesioni aggravate, in considerazione della condizione di inferiorità della vittima, maltrattamenti in famiglia e resistenza a pubblico ufficiale.

L’uomo, figlio unico e amministratore di sostegno della madre, si era recato come di consueto a farle visita. Non è chiaro cosa abbia innescato il litigio, ma il confronto tra i due è rapidamente degenerato, fino a sfociare in un’aggressione fisica.

Secondo le ricostruzioni, l’uomo avrebbe aggredito la madre, una donna di 65 anni, colpendola più volte proprio all’interno della stanza di degenza. Alla base del gesto potrebbe esserci un crollo emotivo, forse dovuto allo stress accumulato nella gestione di una situazione familiare complessa e logorante.

Il personale sanitario e alcuni presenti sono immediatamente intervenuti per fermarlo, riuscendo a sottrarre la donna alla sua presa e a prestarle le prime cure.

Nel frattempo è stata allertata la polizia. All’arrivo degli agenti, l’uomo ha reagito con violenza anche nei loro confronti, rendendo necessario l’uso delle manette.

Il 37enne, difeso dall’avvocato Giuseppe Renzetti, ha trascorso i giorni di Ferragosto in una cella del carcere di Arezzo. È attesa per domani l’udienza di convalida dell’arresto, davanti al giudice Claudio Lara, durante la quale potrà spiegare le ragioni del suo gesto e lo stato di esasperazione che lo ha portato a perdere il controllo.

La nota della Polizia di Stato

Grazie ad una accurata attività di indagine portata avanti dalla Polizia di Stato, sotto il coordinamento della Procura della Repubblica del Tribunale di Arezzo, gli operatori della Squadra Mobile hanno arrestato un trentasettenne aretino per il reato di maltrattamenti, aggravati dalla minorata difesa, nei confronti della madre sessantacinquenne.

In particolare, sulla scorta di pregressi ricoveri patiti dalla donna in varie strutture ospedaliere della provincia, è stata avviata una complessa attività d’indagine volta a definire e chiarire i contorni di eventuali condotte violente e vessatorie commesse dal figlio nei confronti della madre convivente, nel corso del tempo.

All’esito dell’ultimo ricovero della donna presso l’Ospedale Santa Margherita di Cortona (AR), si è dato inizio, d’urgenza e su disposizione del P.M., ad un’attività tecnica di intercettazione audio-video all’interno della stanza di degenza dove la donna era stata ricoverata. L’attività d’indagine, anche grazie alla collaborazione del personale ospedaliero del presidio cortonese, ha portato alla conferma dell’iniziale quadro investigativo, grazie alla documentazione di una serie di condotte vessatorie e violente poste in essere dal figlio nei confronti della madre, già provata e debilitata da diverse patologie invalidanti, per più giorni e durante gli orari di visita.

Nella serata del 14 agosto, gli agenti della Squadra Mobile, nel corso del servizio di appostamento e all’atto dell’ennesimo comportamento violento posto in essere dall’indagato nei confronti della madre, hanno fatto ingresso all’interno della stanza e hanno proceduto all’arresto dell’uomo per il reato di maltrattamenti e lesioni aggravate, al termine di un breve tentativo di fuga posto in essere dallo stesso.

L’indagato, una volta raggiunto dagli operanti, si dimenava rendendo necessario l’utilizzo delle manette di sicurezza, da qui anche la contestazione del reato di resistenza a Pubblico Ufficiale.

Notiziato il P.M. di turno circa l’esito dell’attività investigativa e dell’avvenuto arresto, l’uomo è stato associato presso la casa Circondariale di Arezzo in attesa della convalida dell’arresto

Si precisa che nei confronti dell’indagato, in considerazione dell’attuale fase del procedimento, sussiste la presunzione di innocenza, fino ad un definitivo accertamento di colpevolezza con sentenza irrevocabile.