Arezzo, caccia al cattivo odore: Arpat propone l’inserimento del “naso elettronico”

Presentato il nuovo strumento per il monitoraggio dei disturbi olfattivi, in collaborazione con l’Università di Firenze, il naso elettronico.

Il futuro del monitoraggio ambientale in Toscana ha un nuovo protagonista: l’Instrumental Odour Monitoring System (IOMS). Noto come “naso elettronico” è stato presentato il 15 luglio alla presenza dell’assessora regionale all’ambiente Monia Monni e del direttore di ARPAT, Pietro Rubellini.

Questo strumento rappresenta una rivoluzione nella gestione dei cattivi odori provenienti da impianti industriali o discariche, che ad oggi, sono sempre più vicine alle zone abitate.

“Il tema delle molestie olfattive è tra i più sentiti dai cittadini” – ha dichiarato l’assessora Monni – “e incide direttamente sul benessere quotidiano. Con questo strumento compiamo un passo avanti verso una Toscana più vivibile e attenta alla qualità dell’aria”.

Il “naso elettronico” aiuta a gestire e risolvere tali problematiche. Il suo compito è quello di
fiutare l’aria in tempo reale, rilevando l’ “impronta odorigena”  e attivare automaticamente un campionatore quando l’intensità olfattiva supera una determinata soglia.
I campioni raccolti vengono poi analizzati in laboratorio i cui dati potranno essere utilizzati per valutare la qualità dell’aria delle zone coinvolte dai test. 

Accanto al nuovo strumento, inoltre, la Regione Toscana successivamente prevede anche l’attivazione di una Web-App per facilitare le segnalazioni da parte dei cittadini, rafforzando il ruolo di “sentinelle ambientali”. 

Nel territorio aretino San Zeno è la zona “olfattivamente” più esposta.

A metterlo in evidenza è un’ indagine durata un anno e portata avanti da alcuni volontari annusatori, specificatamente formati, svolta nell’area compresa tra le frazioni di San Zeno, Le Poggiola, Ponte a Chiani, Ruscello, Battifolle e Olmo.