Rinascimento Castiglionese, l’intervento del gruppo consiliare sulle scuole dell’infanzia

Lunedì 30 giugno le scuole dell’infanzia di Castiglion Fiorentino – per capirci, gli asili – chiuderanno i battenti per la meritata pausa estiva. Meritata da chi? Dai bambini, certo. Dalle insegnanti, ovviamente. Ma anche – e soprattutto – dagli impianti di climatizzazione, che dove esistono, hanno mostrato di essere parecchio stanchi.

A Montecchio, S. Cristina e La Nave, l’aria condizionata è un concetto astratto, cioè non esiste. Nella scuola del capoluogo, invece, gli impianti ci sono ma fanno le bizze. Alcuni non partono nemmeno, altri sembrano convinti che emettere aria calda a giugno sia una brillante idea. E i più fantasiosi, quando accesi, riescono ad allagare le aule.

Nel frattempo, i bambini imparano – a loro insaputa – una preziosa lezione civica: chi nasce e cresce in una scuola sfortunata si abitui presto alle disuguaglianze. Un po’ cinico, ma efficace.

E se tutto questo non bastasse, alla scuola “Brogi” – quella ristrutturata con orgoglio e con spese da capogiro – troviamo bagni senza porte, tubature ballerine e scarichi che, in caso di pioggia, si trasformano in potenziali trappole. Ma vuoi mettere la soddisfazione di dire: “l’abbiamo rifatta tutta”? Anche se, a occhio, è venuto fuori più un “rattoppo extralusso” che un’opera pubblica degna di questo nome.

E ora? Ora c’è un avanzo di bilancio comunale superiore ai 900.000 euro. Una bella cifra. Quanto basta, forse, per regalare alle scuole dell’infanzia un’estate serena. Ma a giudicare dai tempi e dalle priorità, c’è da sperare che l’Assessore competente, tra un mojito e un sudoku sotto l’ombrellone, trovi almeno qualche minuto per pensare alle scuole dell’infanzia.

Perché no, non stiamo chiedendo l’impossibile: solo aule vivibili e servizi igienici funzionanti. Il minimo sindacale per dire che una scuola, in un Paese civile, funziona.