Papa Francesco e Arezzo, il cordoglio della comunità aretina

Con la scomparsa di Papa Francesco si moltiplicano i messaggi di cordoglio anche da parte della comunità aretina. Il Pontefice aveva 88 anni ed era malato da tempo. Questo non ha mai fermato la sua voglia di contatto con le persone, anche durante la convalescenza, come ha dimostrato durante le festività che hanno preceduto la Pasqua.

L’ultimo incontro di Bergoglio con un gruppo di aretini è stato proprio lo scorso gennaio, quando una delegazione di Foiano della Chiana, con il sindaco Jacopo Franci, portò in dono al Santo Padre una statuetta fatta di cartapesta, il materiale dei carri del Carnevale di Foiano.

E così il primo ricordo del Papa arriva proprio dal comune di Foiano della Chiana e dal sindaco Franci: “A gennaio ci aveva aperto le porte del Vaticano. Ora ci resta la sua eredità spirituale”, ha detto non appena ha appreso la notizia. “La notizia della morte del Santo Padre ci colpisce nel profondo – ha continuato – Il 22 gennaio scorso, la nostra delegazione fu ricevuta in udienza da Papa Francesco in Aula Paolo VI. Fu un momento di intensa emozione e spiritualità. Non avremmo mai immaginato che sarebbe stata l’ultima udienza pubblica del suo pontificato. Poco dopo, il Papa fu ricoverato e non poté più accogliere delegazioni”.

Durante quell’incontro, la comunità di Foiano presentò al Pontefice la storia del Carnevale più antico d’Italia e gli donò una statua in cartapesta raffigurante il suo volto, realizzata dagli artigiani locali. “Il sorriso sincero con cui accolse il nostro dono rimarrà per sempre nei nostri cuori”, ha aggiunto Franci.​

“Papa Francesco è stato un faro di umanità, fede e giustizia in tempi segnati da guerre e divisioni. Il suo instancabile impegno per i poveri, la pace e il dialogo interreligioso ha lasciato un’impronta indelebile nella storia della Chiesa e dell’umanità. In questo momento di dolore, ci uniamo in preghiera, certi che l’eredità spirituale di Papa Francesco continuerà a guidarci verso un futuro di speranza e fraternità,” ha concluso il Sindaco Franci.

Le parole del vescovo Migliavacca

Appresa la notizia della morte del Santo Padre, anche il vescovo di Arezzo-Cortona-Sansepolcro, monsignor Andrea Migliavacca, ha rivolto ai fedeli della diocesi un pensiero: “Papa Francesco, dopo averci salutato e benedetto ieri, nel giorno di Pasqua, questa mattina ci ha lasciati per tornare alla casa del Padre.

Ora celebra in pienezza la Pasqua con il Signore risorto. Lo accompagniamo con la preghiera di tutta la Diocesi e mia personale. Anche a nome di tutta la nostra comunità diocesana, desidero esprimere sentimenti di grande gratitudine al Signore per il generoso ministero di papa Francesco, per la sua radicale testimonianza del Vangelo e per il bene che ha fatto alla Chiesa, al mondo e a tutti noi. In un momento storico nel quale la guerra sembra tornare prepotentemente a occupare l’orizzonte delle nostre vite, con papa Francesco la Chiesa cattolica, i credenti e il mondo intero perdono un punto di riferimento fermo, che ha sempre richiamato, dall’inizio del suo pontificato e fino al suo compimento, l’urgenza della pace. Anch’io, oggi, ho una grande tristezza nel cuore e sento il bisogno di esprimere la mia gratitudine al Papa per la fiducia che mi ha dimostrato nel chiamarmi a essere vescovo e a guidare prima la Chiesa di San Miniato e, adesso, quella di Arezzo-Cortona-Sansepolcro.

Affidiamo papa Francesco alla misericordia del Padre e, insieme con tutta la Chiesa, ci raccogliamo in preghiera per lui”.

L’incontro con gli Sbandieratori

Inoltre, per ben due occasioni il Gruppo Storico e Sbandieratori di Castiglion Fiorentino ha incontrato Papa Francesco: durante un’udienza generale in piazza San Pietro e in un’udienza privata. La prima si è tenuta il 7 settembre 2016, quando 40 figuranti del gruppo lo hanno salutato durante l’udienza generale in piazza San Pietro. Mentre l’udienza privata si è tenuta per celebrare i trent’anni di attività del gruppo. In questa occasione il Pontefice ha benedetto lo stendardo del gruppo.

Questo evento è stato anche un collegamento diretto con gli albori del sodalizio castiglionese, quando nel 1987 fu ricevuto allo stesso modo da Papa Giovanni Paolo II, che invitò a far volteggiare le bandiere portando messaggi di pace e solidarietà in tutto il mondo.

In passato, anche gli Sbandieratori dei Borghi e Sestieri Fiorentini si sono esibiti davanti a Papa Francesco in piazza San Pietro. 

Nei suoi 12 anni di pontificato sono stati vari gli incontri con esponenti della comunità aretina, che non esita a piangerlo e a ricordarlo, anche facendo suonare le campane “a morto”, con il classico motivo del lutto.

Il pronipote di Bergoglio alla Castiglionese

Ma sono altri i legami di Papa Francesco con la comunità aretina. Basti pensare che il suo pronipote, Felipe Bergoglio, è approdato da poco alla Castiglionese, squadra toscana di Eccellenza, proveniente dal Trestina.

Difensore classe 2004, il suo arrivo aveva rappresentato un colpo di mercato destinato a far parlare di sé, anche grazie al prestigioso legame familiare con il Santo Padre.

In diverse interviste, Felipe aveva raccontato il suo legame con papa Francesco, spiegando che suo nonno, Jorge Bergoglio, era cugino diretto del Pontefice. Questo legame aveva suscitato particolare curiosità nel 2013, in occasione dell’elezione di papa Francesco, attirando l’attenzione anche sulla famiglia di Felipe.

Il ricordo di Domenico Giani

Aretino era anche l’ex comandante del Corpo della Gendarmeria Vaticana, a fianco di Papa Francesco nei primi anni del suo pontificato, e che oggi ricorda il Pontefice senza trattenere l’emozione.


Due nuove ambulanze dedicate al Papa

Un’altra iniziativa si lega con il nome del Papa recentemente scomparso. A partire da giovedì scorso infatti, sono entrate in servizio ad Arezzo due ambulanze donate, denominate proprio Papa 115 Papa 116. Il nome è stato assegnato per una coincidenza lo stesso giorno del collaudo da parte del 118.