Vedono la volante e scappano, acciuffati ad Agazzi. Due denunce: avevano attrezzi da scasso

Intensificati i controlli da parte della Questura di Arezzo nello scorso fine settimana, con attività mirate al contrasto dei reati predatori e di quelli inerenti gli stupefacenti.
Nella mattina di venerdì gli agenti dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico, impegnati costantemente nell’attività di controllo del territorio anche in relazione al contrasto dei furti in abitazione, incrociavano in via Romana, un’autovettura Citroen per la quale era stata diramata nei giorni scorsi una nota di ricerca in quanto rubata nei pressi di Castiglion del Lago. Gli operatori si mettevano subito all’inseguimento dell’auto che cercava di far perdere le proprie tracce con manovre pericolose, imboccando anche strade secondarie; nonostante tali tentativi la macchina veniva poi bloccata in via Pievan Landi, ove uno dei due occupanti veniva fermato mentre l’altro si dava a precipitosa fuga a piedi per i campi circostanti. Le immediate ricerche del fuggitivo si concludevano due ore dopo, quando gli uomini della Squadra Mobile lo rintracciavano nelle campagne sopra Agazzi. Per i due, entrambi di nazionalità albanese, è scattata la denuncia per ricettazione e per possesso di arnesi atti allo scasso, in quanto all’interno dei veicolo sono stati rinvenuti e sequestrati alcuni cacciaviti di grosse dimensioni.
Sul versante del contrasto allo spaccio degli stupefacenti, gli uomini della Squadra Mobile, nel pomeriggio di venerdì arrestavano un cittadino nigeriano di 44 anni, pregiudicato per reati specifici. L’uomo, agli arresti domiciliari per scontare una condanna per spaccio di droga, durante un controllo di routine cercava, alla vista degli agenti, di disfarsi di una piccola scatola di medicinali; gli operatori, accortisi del movimento sospetto, recuperavano la scatola che risultava contenere 5 ovuli di eroina per un peso complessivo di 50 grammi. Per il nigeriano è scattato l’arresto convalidato nella mattina di sabato dall’Autorità Giudiziaria. Al termine del processo il Tribunale di Sorveglianza di Firenze ha revocato la misura alternativa degli arresti domiciliari, ripristinando la custodia in carcere e pertanto nella serata di ieri il soggetto è stato tradotto presso il carcere di Sollicciano.