“Considero l’apertura dei ristoranti, sia a pranzo che a cena, con il giusto distanziamento e i necessari dispositivi di sicurezza, una delle forme più efficaci per contrastare anche la cosiddetta movida selvaggia non appena le restrizioni saranno allentate. Attraverso gli ordinativi del delivery, ovvero le consegne da asporto, si possono facilmente constatare delle discrepanze tra il numero dei componenti di una famiglia e quello delle ordinazioni effettuate, a volte, decisamente superiori. Questo sta a significare che non si va più nei ristoranti ma s’improvvisano delle tavolate non certo a carattere familiare nelle abitazioni private. Non sono neanche così certo che la chiusura del comparto della ristorazione possa aver contribuito a migliorare il quadro epidemiologico; di sicuro, invece, non possono essere certo i ristori a mantenere in vita questa categoria che, come altre, si deve e si vuole impegnare a far convivere salute e lavoro”. Così il sindaco Mario Agnelli all’indomani del nuovo decreto, in vigore da mercoledì 7 aprile, che, sostanzialmente, colorando di rosso e arancione l’Italia intera, blinda le chiusure di bar e ristoranti. Dopo le proteste a livello nazionale della categoria HORECA (Hotel, Ristoranti e Catering), Italo Angori, un noto ristoratore aretino, nonché Direttore provinciale di TNI Tutela Nazionale Imprese, attraverso i suoi canali, si fa portavoce delle proposte a carattere emergenziale della categoria per far fronte alla crisi da Covid-19. Si parla, tra le altre cose, della riduzione della Tari, dove possibile, ma anche dell’abolizione, laddove presente, della Tassa di Soggiorno e dell’eliminazione della componente della tassazione dalle bollette del servizio idrico integrato per tutto il 2021. “Dall’inizio di questa pandemia” – continua il sindaco Agnelli – “uno tra i settori più bersagliati dalle limitazioni è quello dei ristoratori. Sono davvero pochi, infatti, i giorni in cui hanno potuto alzare la saracinesca dei loro locali per lavorare. I modesti ristori fin qui percepiti non hanno posto rimedio alle difficoltà economiche sopraggiunte con le restrizioni. Crediamo che gli indennizzi debbano essere proporzionati alle perdite del fatturato. Nel futuro auspichiamo di aver la possibilità di mettere in atto degli ulteriori interventi a favore del comparto della ristorazione e non solo anche se le risorse che possono mettere a disposizione gli enti locali non potranno mai essere risolutive di un problema molto serio e che necessità di azioni a carattere nazionale. Tutti abbiamo voglia di ripartire e di riprendere la nostra vita, per altro, cristallizzata, di fatto, a marzo del 2020 e nessuno vuole accantonare le precauzioni, come il distanziamento e l’uso corretto dei dispositivi di sicurezza, necessarie per debellare la pandemia. In questo anno, l’ultima in ordine di tempo è partita proprio l’altro ieri, abbiamo messo in campo azioni a sostegno delle micro e macro imprese castiglionesi con l’assegnazione dei contributi straordinari per le spese di locazione. Un aiuto di cui, ne sono sicuro, farebbero volentieri a meno se avessero la certezza di poter lavorare ” conclude il sindaco Mario Agnelli.
Agnelli: meglio aprire i ristoranti, pericolo contagio con movida selvaggia e tavolate casalinghe allargate
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